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5 giugno 2007
LUMIA: "IO DI ANTONELLO MI FIDO"
Non il solito comizio preconfezionato da propinare dai palchi di tutte le città in cui è in tour l'onorevole di turno ma un vero e proprio atto di fiducia nei confronti di Antonello e di una amministrazione con cui l'onorevole Lumia, già presidente e oggi vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, ha lavorato in questi anni. Ritardo tipico di chi ha l'agenda piena di appuntamenti, voce bassa di chi non si stanca di parlare di legalità e gestualità pacata di chi non ha bisogno di attirare applausi perchè li merita già per l'impegno che profonde nella lotta quotidiana per la difesa e il recupero della legalità. "Mi fido di te". E' lo slogan scelto da Antonello NATALICCHIO a colpire l'onorevole appena entra in una sala S.Felice che non contiene il gran numero di persone giunte per ascoltare le sue parole e quelle del sindaco. E non può fare a meno di esclamare "Io di Antonello mi fido". E subito ripercorre il cammino fatto in questi anni da Antonello e dalla sua Amministrazione verso la legalità. La confisca dei beni alla mafia e l'attribuzione a cooperative sociali, l'adesione ad "Avviso Pubblico" (la rete dei comuni contro la mafia di cui l'assessore Stufano è vicepresidente nazionale) e le iniziative di tale rete, come il Convegno Nazionale del 13 e 14 gennaio 2007, che a Giovinazzo hanno trovato diritto di cittadinanza, l'accoglienza della Carovana Antimafie, l'arrivo nella nostra città di importanti personalità che con la loro presenza hanno certificato l'impegno di questa amministrazione per la legalità. "Dovete essere orgogliosi del vostro Sindaco - ha detto l'on. Lumia - perchè con le scelte fatte, che troveranno compimento nei prossimi anni, ha immesso la cultura della legalità nelle vene della vostra città". Orgogliosi di aver avuto una Amministrazione che in questi anni ha saputo progettare lo sviluppo e non cercare strade oscure che portassero ad un vicolo cieco, il vicolo dell'illegalità. Già, la progettazione. Viviamo in un periodo - ha ricordato Lumia - in cui la politica è nella polvere. Abbiamo attraversato un periodo in cui la crisi economica, lo stallo amministrativo hanno lasciato spazio a figure che hanno predicato la fine della legalità in nome dello sviluppo. Il risultato è stato l'arricchimento di pochi e l'aumento della povertà per gli strati più bassi della popolazione fino a contare due milioni e mezzo di famiglie povere. E' arrivato però il momento di combattere la cattiva politica attraverso dirigenti seri e progetti di sviluppo e legalità perchè calpestando le regole non si è ottenuto nessun beneficio, calpestando la legalità nessuno sviluppo. A Giovinazzo, dopo anni di stallo è stata l'Amministrazione NATALICCHIO ad avviare una nuova stagione progettuale sostenibile per tutti i cittadini con l'impegno concreto e visibile per la legalità nonostante la retorica negazionista degli avversari politici che non basterà a demolire quanto ha costruito Antonello e la sua squadra in questi anni. Come ha ricordato proprio il Sindaco tra gli slogan da campagna elettorale e quanto fatto in questi anni dal centrosinistra "esiste la stessa distanza che c'è tra la religione dei farisei e la religione del Cristo".
gianpaolo.dp@gmail.com
| inviato da il 5/6/2007 alle 16:1 | |
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24 maggio 2007
IL RESTO...MANCIA
Arrivano nella piazza centrale verso le quattro del mattino da vie diverse. È l’alba della domenica e loro sembrano venir fuori dal celebre film di Walter Hill “The Warriors” (I guerrieri della notte, 1979). Non si tratta di bande di teppisti rivali che si scontrano nella metropoli newyorkese, ma di giovani che hanno da poco concluso le (almeno) 10 ore di scuro lavoro nei diversi pub della città. Scuro perché lavorano di notte ma soprattutto in nero. Sono tanti e invisibili. Non hanno un contratto regolare, non hanno garanzie, ma hanno bisogno di quella manciata di euro per pagarsi l’università, la benzina, un libro, un cd o per fare un regalo alla fidanzata. Per avere quella illusoria autonomia all’interno della famiglia che permette loro di fare a meno della paghetta settimanale dei genitori ormai diventata un lusso per pochi e che conta sempre meno beneficiari.
Alcuni servono pinte di birra ormai da anni, altri si muovono tra i tavoli di un pub solo nel periodo estivo; per alcuni (soprattutto studenti) è l’unica fonte di reddito, per altri è l’occasione per arrotondare lo stipendio da precario con qualche euro in più. Cinquanta euro la paga più alta di un giovane che lavora tra i tavoli o nelle cucine di un pub ma pochissimi hanno il lusso di guadagnare tanto. Per la maggior parte dei giovani spillare birra, lavare i piatti o servire pizze e piadine il sabato sera può rendere dai 30 ai 40 euro ma sono molti quelli che guadagnano anche di meno e non mancano casi di ragazzi che nella notte tra il sabato e la domenica lavano centinaia e centinaia di stoviglie retribuiti anche con 15 euro da gente che si fa chiamare con l’appellativo “Signor”.
Chiusi i pub, paga in tasca, la prima tappa obbligata è il bar per la colazione visto che ormai le prime luci dell’alba si distendono sulla piazza in cui i lavoratori invisibili del sabato sera si incontrano con altri giovani di ritorno dalla discoteca o con quel gruppo di amici a cui, qualche ora prima hanno servito una pizza o un boccale di birra. Coetanei che, a volte, seduti al tavolo di un pub di fronte a camerieri giovani come loro che sono lì per fare quello che non sarà il lavoro della vita ma a cui tengono e che cercano di fare al meglio, si lasciano andare ad atteggiamenti poco simpatici, a volte caricaturali e arroganti che non tengono conto della persona che è lì per servirgli una pizza o una pinta di birra.
Nessuno di quelle centinaia di giovani si aspetta che, dopo le inchieste sui raccoglitori stagionali di pomodori, qualche giornalista abbia la brillante idea di pubblicare anche un reportage sui lavoratori invisibili del sabato sera, forse non lo desidera nemmeno perché altrimenti dovrebbe fare a meno anche di quella manciata di euro che rappresenta l’unica entrata nelle proprie tasche. Nessuno di loro però rinuncerebbe al rispetto che è dovuto a chi rinuncia ad un sabato sera con gli amici per essere tra i tavoli, sorridente, a rendere un servizio a giovani che durante la settimana incontra in stazione, alla fermata dell’autobus, in parrocchia, nelle associazioni o nei luoghi di ritrovo dove si è tutti uguali.
gianpaolo.dp@gmail.com
| inviato da il 24/5/2007 alle 12:3 | |
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15 maggio 2007
ORGANIZZIAMO UN FAMILY DAY
Pochi giorni fa mi ero scandalizzato per il fatto che una notizia, come l’anniversario della morte di Peppino Impastato, non sia stata nemmeno accennata nei vari telegiornali e in quelle che sono le classiche fonti di informazione. Ieri “sfogliando” i telegiornali scopro che tutti inseriscono nei titoli iniziali la notizia della nascita di Chanel, la figlia di Totti. Cito una battuta del simpatico interista Bertolino: “Meno male che non si trattava di un maschio altrimenti l’avrebbero chiamato Life is Now!”. A parte il sorriso che comunque ha suscitato una simile espressione mi sono chiesto il perché di una simile disparità di trattamento per questioni che reputo di importanza non confrontabile. La gente vuole questo, indubbiamente. È la stessa gente che sabato si è riversata nelle piazze di Roma per manifestare. Quella gente che al “Family Day” ha detto di non andare contro nessuno, per poi sbandierare manifesti con la scritta “Dico MAI!” e per applaudire leader politici come Casini, Fini Berlusconi da una parte e Mastella e Fioroni dall’altre. Tutta gente che, permettetemi un parere personale, non mi ispira fiducia, ma proprio sul piano familiare.. e non c’è bisogno di andare oltre. Dico, ops affermo!, come se parlassi di alcuni miei parenti. Sapete quelli che nemmeno saluti per la strada, ma che poi si candidano alle elezioni comunali e vengono a chiederti, nello spirito della famiglia, il voto. Quelli che si ricordano solo in occasione dei matrimoni e stanno attenti ai soldi che metti nella busta. Proprio così.. lo affermo proprio con questo spirito. Mi chiedo cosa butti nella crisi più profonda la famiglia. Credete davvero che siano i conviventi a lasciar cadere nello sconforto i giovani sposati precari, costretti a rincorrere i lavori a nero? Credete davvero che siano gli omosessuali a gettare nel buio quelle famiglie che non arrivano alla fine del mese e non possono permettersi un figlio di più perché non troverebbero di che sfamarlo? Ma al di là di queste considerazioni anche spicciole, scontate e più da grande discorso di propaganda, strappa applausi, la mia riflessione si spinge oltre e coinvolge il mio fronte personale. Io mi reputo un cristiano. Uno di quelli praticanti per stare ad un’idea che non è propria di nessuna religione, ma che a noi piace così tanto perché vogliamo comunque la copertina di uomini a posto, come se il titolo di credente dica qualcosa di buono su una persona. Ho già tante difficoltà a sentirmi a posto con la mia coscienza, riguardo tanti temi che l’attualità sottopone a noi menti libere eppure legate alla Chiesa… mi chiedo però perché noi “figli di Maria” abbiamo così paura delle opinioni e delle posizioni che si discostano dal nostro punto di vista? È insito in ogni uomo l’idea dell’altro. Mi spiego subito. Ogni uomo ha un’idea di chi gli sta intorno. Costruisce le sue certezza sul pensiero che ha dell’altro, sul suo ruolo, sulla sua parte nella vita. Credete davvero che possa interessarvi poco o niente di quello che pensano gli altri? La libertà di ciascuno di noi non è solo sancita da delle leggi, ma anche da delle norme comportamentali, quelle non scritte, fatte di mentalità, di sangue trasmesso, di educazione, di costume, di sguardi e sentimenti. Provate a contraddire quello che uno pensa di voi. Ci avete mai provato? Una bell’esperienza. Anche se razionalmente, i più dotati e sicuramente più abituati, potrebbero capire, non facilmente potrebbero accettare. È come se qualcuno sentisse una sensazione negativa dentro di sé. Non sa perché, ma si oppone a quel tuo fare, a quel tuo nuovo essere. Qualcuno lo chiama pregiudizio. Che sta prima del pensiero razionale, del giudizio appunto. Alla gente interessa e come della vostra vita. Del vostro essere e decidere. Sono pronti a manifestare con tanto di ombrelli e cappelli colorati su quello che pensi e vivi. Il tuo essere diverso, che è un po’ come dire il tuo essere semplicemente te stesso, procura dei fastidi, dei rancori quasi. E allora tanto meglio tornare a Chanel e al suo nome griffato. Meglio starsene zitti e sentirsi un po’ affascinanti, compiaciuti delle proprie idee. Come se pensare e riflettere sia una cosa da radical chic! I nostri rapporti interpersonali, quelli umani, quelli familiari sono mediocri, fatti di posizioni assunte e incontrovertibili, di muri, di incomunicabilità, ma organizziamo il family day. Il prossimo si terrà a casa di mia nonna, in una delle prossime feste comandate. Vi invito. Promettiamo gadget bellissimi, bandiere ad effetto e ci sarà anche un bel palco dal quale parlerà l’anziano, il giovane e l’avvenente. Probabile che ci troviate il moralista divorziato. Una cosa sola.. non so se potrò esserci. Sarò impegnato a tenere a bada il mio pensiero di affascinante.
fedele marrano
| inviato da il 15/5/2007 alle 20:48 | |
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3 aprile 2007
UNA SERATA DI FESTA
Non ci sono stati tagli della torta, bottiglie di spumante o fuochi d’artificio (a parte le scintille finali tra consiglieri di maggioranza ed opposizione) ma quella di mercoledì 27 marzo doveva essere, secondo il Sindaco, una serata di festa per l’amministrazione Natalicchio che, nell’ultimo Consiglio comunale della Consigliatura tagliava il traguardo di cinque anni di amministrazione che, come ha detto Antonello “hanno restituito Giovinazzo alla governabilità e alla democrazia”. È stata questa la prima amministrazione giovinazzese a lavorare per l’intero mandato dopo anni e amministrazioni che avevano creato nella nostra città una situazione di paralisi progettuale e caos politico che ha violentato e umiliato il territorio. Due i punti all’ordine del giorno salienti nel Consiglio comunale di mercoledì scorso. L’approvazione del piano della zona C3 e la richiesta delle opposizioni di moratoria totale del Piano comunale delle antenne. “La zona C3 è l’emblema del lavoro di questa amministrazione – queste le parole del Sindaco – che ha dovuto rispondere a problemi creati da altri, ha dovuto far fronte ad una situazione creatasi dopo anni di mancanza di progettazione e difesa del territorio”. È nata in questi anni una nuova stagione di progettazione che inizia a dare i suoi frutti visibili e tangibili e continuerà con il “nuovo piano urbanistico che ridefinirà le aree costiere e le aree a verde pubblico”. Assenti al momento della discussione e della votazione di sette su otto punti all’odg i consiglieri di opposizione che, dopo una delle loro sceneggiate a cui ci hanno abituati in questi cinque anni sono rientrati per rendersi ancora ridicoli con la loro proposta di moratoria totale del Piano comunale delle antenne. Evidentemente loro non hanno a cuore la progettazione e programmazione del territorio, a loro interessa solo speculare sul Piano delle antenne sobillando le folle ma, a contare i presenti, è evidente che gli son rimaste solo poche divisioni. Più che una proposta di moratoria una pretesa ridicola e assurda. I consiglieri di opposizione sapevano benissimo che la loro richiesta non poteva essere accettata perché non c’erano i tempi per una attuazione della moratoria ma non esistevano soprattutto i contenuti su cui discutere. Quattro paginette piene di parole ma assolutamente prive di contenuti. Più che una seria proposta di moratoria del Piano quindi, una trovata elettorale alla vigilia di una campagna elettorale che si annuncia senza sconti e, se l’opposizione arriva a svilire l’Aula consigliare utilizzandola come palco per comizi, ahinoi anche scorretta. Programmare bene è prerogativa di una buona amministrazione e questa amministrazione durante l’arco dei cinque anni di governo l’ha fatto egregiamente anche attraverso il Piano delle antenne su cui molti hanno speculato attraverso le armi pericolose della disinformazione, delle campagne d’odio e degli attacchi personali anche violenti. Non ci sono stati tagli della torta, bottiglie di spumante o fuochi d’artificio (come sempre in questi anni) ma quella di mercoledì 27 marzo è stata una serata di festa per l’amministrazione Natalicchio.
gianpaolo.dp@gmail.com
| inviato da il 3/4/2007 alle 10:51 | |
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25 marzo 2007
FINALMENTE COSA?
Di solito ospitano locandine pubblicitarie, ma da qualche giorno le plance della nostra città sono occupate dai manifesti elettorali del candidato sindaco della sinistra alternativa. Su un anonimo sfondo giallino campeggia la figura del candidato che si propone alla città come il paladino della lotta per la legalità. La piattezza del manifesto (che rispecchia la capacità politica dello schieramento della sinistra alternativa) è scossa minimamente dal nome del candidato e dallo slogan propagandistico “Finalmente la legalità…”. A questo punto viene da chiedersi dove abbia vissuto in tutti questi anni il candidato sindaco della sinistra alternativa. Dove era mentre l’amministrazione Natalicchio confiscava i beni alla malavita organizzata e li affidava alle cooperative sociali? Dove era mentre l’amministrazione Natalicchio riguadagnava alla città aree edificabili su cui si sarebbe costruito abusivamente? E dove era mentre i suoi fedelissimi, privi di ogni cognizione di legalità, nella notte tappezzavano e imbrattavano i muri della città con volantini pirata, anonimi e diffamatori? Evidentemente scrivere manifesti denigratori degli avversari politici, non pesare le parole da scrivere è diventato un costume che la sinistra alternativa proprio non riesce a togliersi di dosso.“Finalmente la legalità…” evidentemente questo slogan presuppone una città in preda all’illegalità. Questa città noi non la conosciamo, e abbiamo seri motivi per dubitare che anche nello schieramento della sinistra alternativa siano convinti di quello che scrivono. Altrimenti dimostrino il contrario non solo attraverso un anonimo slogan propagandistico.
gianpaolo.dp@gmail.com
| inviato da il 25/3/2007 alle 19:57 | |
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12 marzo 2007
Si è concluso ieri mattina il IV Congresso dei DS di Giovinazzo nella sezione di Piazza Vittorio Emanuele con la vittoria della prima mozione, la mozione Fassino "Per il partito democratico". Sono stati due giorni intensi, belli come solo un Congresso significativo come questo potevano riservare alla nostra sezione. Certo, il confronto, lo scontro sano, propositivo è sempre stato nel dna dei compagni del circolo di Giovinazzo, ma il Congresso è il Congresso. La necessità di intraprendere una nuova strada che possa offrire alle nuove generazioni una piattaforma politica ampia, le preoccupazioni di vedere sbiadito il proprio patrimonio storico e identitario e la necessità di un nuovo percorso che porti al Partito Democratico. Questi e tanti tanti altri i punti portati all'attenzione sabato sera dai compagni che sostenevano la prima, la seconda e la terza mozione e che hanno animato un dibattito ricco di spunti interessanti e mai scontati. E ieri mattina, dopo aver offerto il primo caffè, accettato l'offerta di un secondo, dopo aver letto l'Unità e aver ripreso gli interventi di ieri sera, tutti in sezione per ascoltare gli ultimi interventi e poi la votazione. Rigorosamente a scrutinio segreto. Appello degli iscritti e, uno alla volta, dietro la bacheca per esprimere il proprio voto. Quindi lo spoglio che ha visto vittoriosa la prima mozione con 26 voti (e tre delegati al Congresso provinciale), a seguire la mozione Mussi con 17 voti (e un delegato), mentre cinque voti sono per la mozione Angius. Se la votazione delle mozioni vede contrapporsi diverse posizioni c'è unanimità assoluta nella votazione per il nuovo direttivo ma soprattutto nella riconferma di Antonio DEPALMA nel ruolo di Segretario di sezione. Senza dubbio è la conferma dell'ottimo lavoro svolto in questi anni intensi dal Segretario che, raccogliendo la fiducia dei compagni, ha ringraziato iscritti e simpatizzanti che hanno dato e continuano a dare colore alla nostra sezione e ha chiamato a raccolta i compagni per affrontare la prima e decisiva partita del nuovo mandato: le elezioni amministrative della prossima primavera. Quello appena conclusosi è stato un Congresso fondamentale per il nostro partito, tra qualche mese probabilmente lo ricorderemo come "il Congresso". Alla fine da questo Congresso, nonostante le mozioni e le diverse preferenze di voto, viene fuori una sezione forte, compatta attorno alla figura di Antonello NATALICCHIO candidato sindaco del Centrosinistra e pronta ad affrontare questa nuova sfida elettorale, forte dei propri mezzi e della convinzione di avere radici forti nel territorio oltre che la coscienza di aver ben lavorato in questi cinque anni.
gianpaolo.dp@gmail.com
| inviato da il 12/3/2007 alle 11:28 | |
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7 marzo 2007
IV CONGRESSO NAZIONALE DS
10-11 MARZO 2007
presso la sezione "T.Sicolo" P.zza V.Emanuele 7
Sabato 10 e domenica 11 marzo i DS "vanno a congresso". In realtà l'aria di Congresso si respira da un pò di giorni e, mentre si sfogliano i titoli de "L'Unità" ci si confronta sulle mozioni, ci si interroga sul futuro del partito e ci si prepara ad affrontare un congresso che deciderà il futuro dei DS. C'è chi ha già scelto, ci sono quelli che un'ulteriore occhiata alle mozioni non fa male perchè si è ancora indecisi tra la mozione Fassino o la Mussi o la "via di mezzo" Angius. Intanto la sezione registra l'ingresso di volti nuovi che scriveranno i propri nomi e "metteranno la faccia" nella lista dei DS per le prossime elezioni comunali. Sicuramente un buon segno che conferma il radicamento nel territorio della nostra sezione che ha lavorato negli ultimi anni proprio in tal senso. Meno tre allora al Congresso. Parte il count-down che ci porterà ad un nuovo momento di confronto approfondito e soprattutto aperto alla città. Il 10 e 11 marzo, infatti le porte del partito saranno aperte alla partecipazione di tutti.
PROGRAMMA
SABATO 10 MARZO
ore 18,30: Nomina Presidenza del Congresso e commissioni
ore 18,45: Relazione del Segretario uscente
ore 19,00: Saluto degli invitati (forze politiche-associazioni)
ore 19,15: Presentazione delle mozioni
ore 20,15: Apertura dibattito
ore 21,30: Sospensione dei lavori congressuali
DOMENICA 11 MARZO
ore 09,30: Ripresa dibattito
ore 10,55: Conclusione dibattito
ore 11,00: Voto mozioni
ore 12,00: Chiusura operazione di voto e spoglio
Saranno posti in votazione, in successione:
- Elezione Delegati al Congresso Provinciale
- Elezione del Segretario cittadino
- Elezione del Comitato Direttivo
- Elezione degli Organismi di garanzia
| inviato da il 7/3/2007 alle 19:40 | |
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28 febbraio 2007
NASCE DSGIOVINAZZO.IT
E’ on line il nuovo sito web dei Democratici di Sinistra sez. “T. Sicolo” di Giovinazzo all’indirizzo www.dsgiovinazzo.it.
Il sito, facilmente navigabile grazie ad una grafica molto chiara, si propone come finestra aperta della sezione attraverso la quale i cittadini potranno conoscere le attività e le iniziative del Partito.
DSGIOVINAZZO.IT nasce alla vigilia di due momenti storici per l’Italia e la nostra città Giovinazzo. Il quarto Congresso dei Democratici di Sinistra che segnerà il corso del prossimo centrosinistra italiano e le elezioni amministrative della prossima primavera che offriranno al nostro Partito e ad Antonello Natalicchio (candidato sindaco del centrosinistra) la possibilità di fare il punto sul lavoro svolto dall’attuale amministrazione durante cinque intensi anni e rilanciare l’attività di governo della città.
Il sito web sarà, oltre che una vetrina dell’attività del partito, un nuovo strumento per la campagna elettorale, attraverso il quale sarà possibile visualizzare il lavoro svolto dall’amministrazione Natalicchio e come questo lavoro ha cambiato la città con la possibilità di interagire con Antonello e il Partito.

| inviato da il 28/2/2007 alle 11:12 | |
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13 febbraio 2007
PERCHE' IL DISCORSO NON MI CONVINCE?
Sarà che sono cocciuto ma non riesco a comprendere la necessità storica di avviare una faticoso percorso che porti in Italia alla nascita del Partito democratico. Più si va avanti nella discussione più nascono i distinguo, affiorano nuovi dubbi. E allora delle due l’una: o si sa che si sta facendo un partito che avrà forti correnti “identitarie” al suo interno oppure si sa che si sta facendo un minestrone. Innanzitutto soffermiamoci sul concetto di “processo ineluttabile”. Da che mondo è mondo la sinistra, non soltanto quella figlia del pensiero marxiano, ha sempre avuto una concezione della storia diversa dal concetto di ineluttabilità. Così vanno le cose, così devono andare è un approccio che è sempre stato di chi ha sempre avuto il potere di decidere il percorso della storia, i forti o “gli astuti della ragione” ma non di chi spesso certi processi li ha contrastati e li ha cambiati. Come sono nati i diritti dell’uomo, le prime conquiste dello stato sociale? Non erano mica scritti nel corso della storia… Perciò accettare supinamente una necessità storica mi sembra perlomeno poco di sinistra e poco progressista. Se poi l’unica motivazione sostanziale che si da alla necessità della nascita di questo nuovo partito sta nelle intenzioni di Casini, esplicitate in questi giorni, di ipotesi neocentriste, beh insomma la pochezza della tesi sulla necessità mi sembra lampante. Non tanto perché si conferma nelle “sedi di partito” ciò che si smentisce sui giornali, ma quanto perché si capovolge la visuale: si sta discutendo di una coalizione di governo ma di un partito! Ossia di una parte della società che in democrazia, rappresentando una sintesi oculata di interessi collettivi, cerca il consenso, attraverso la discussione e la proposta, per governare al meglio una società. Insomma una parte della società che ha una visione della comunità che vuole governare perché ha un’idea di come rappresentare opportunamente degli interessi. In sostanza un insieme coerente di idee e di valori declinati sì in proposte politiche ma non meri programmi elettorali. Confondere l’attività politica con la sola amministrazione svilisce il senso più profondo dello stare assieme. Con l’amministrazione si può certo decidere delle condizioni di vita, ma se non ci fosse una cornice di riferimento (la politica) non avrebbe senso il confronto tra diversi soggetti( i partiti)… a limite ci si potrebbe mettere d’accordo sempre su delle proposte di buon senso, no? Il che non significa affermare che la situazione partitica italiana vada bene, ma di certo non cambia lo stato delle cose una coalizione con un partito in meno….o no? Detto ciò, il riferimento al socialismo come modello coraggioso da scegliere all’interno del sistema capitalistico non è un concetto vuoto o vago ma anzi è l’unica cornice necessaria per rendere la politica, in Ue in primis, capace di agire, per passare come si dice da una politica impotente ad una potente…Un mondo di pace, una società più giusta, più equa nella distribuzione delle risorse, più attenta a leggere i conflitti, i rapporti di forza e quindi a rappresentare “prioritariamente” i deboli, meno esposta ai rischi quotidiani e alle incertezze di vita vuol dire tanto e tutto. Ma nel concreto, per fare degli esempi, significa dare risposte chiare e coraggiose a domande di questo tipo. Vogliamo l’Europa subalterna al potere, oramai soltanto militare, dagli Stati Uniti (non credo che il prof. Bauman sia antiamericano…l’affermazione è sua!!)? Vogliamo L’UE vista ancora come vincolo e non come opportunità? Vogliamo ancora rispettare come un dogma il Trattato di Maastricht? Crediamo veramente che il welfare state europeo sia l’ostacolo alla crescita? Vogliamo che in Europa il limite massimo di orario di lavoro superi le 48 ore settimanali? ( mi si dirà ma chi non lavora più di 8 ore al giorno? Certo ma un socialista sa bene che adeguarsi a questo “andazzo” è pericoloso…altro che alienazione!!…è così che la politica diventa impotente..si adegua alle logiche del mercato!!!)) Vogliamo sostituire i nostri salari con i pacchetti azionari (una parte del mondo sindacale sembra favorevole a queste formule…)? Vogliamo affrontare con coraggio le questioni ambientali ed energetiche? E si potrebbe continuare all’infinito… E quali risposte chiare e coraggiose potrà dare questo nuovo partito? E non abbiamo parlato di laicità così come di cultura politica, modi operandi, tesseramenti, questione morale e personaggi della politica…tutti sanno che ci sono punti ancora da discutere..bene, ma qual è la scelta razionale?? Si sta dicendo: ho seri dubbi che possa diventare un ingegnere perché la matematica, la chimica e la fisica non le capisco però ad ingegneria mi ci iscrivo comunque!! Sono troppo Cassandra? Non lo so ma finora nessuno mi ha convinto del contrario!
pino daconto
| inviato da il 13/2/2007 alle 18:25 | |
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SG GIOVINAZZO è segnalato da







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